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Venerdì di Repubblica - VENERDì di Repubblica - Siamo ai bordi della piazza forse più bella di Firenze, quella di Santo Spirito. Qui approdarono, nel 1963, due amici, Nello Bartarelli e Oliviero Carrai, stanchi di fare i mezzadri a San Casciano Val di Pesa. Mogli ai fornelli, cucina chiantigiana, e via, sempre con l'occhio al portafogli degli avventori: roba genuina e conti leggeri. Siamo sempre lì, in un girotondo sfiancante (specie a pranzo, il doppio turno è una costante), in un vortice di ordinazioni gridate, di piatti in equilibrio che sembra precario (ma non lo è), di tavole accostate dove il muratore scambia impressioni col politico o il libero professionista. E tutt'intorno una sorta di commedia umana che è tipica delle trattorie fiorentine; battute argute, finti litigi, passo bersaglieresco. II nostro consiglio é di fare come in metrò; evitare le ore di punta. Oppure, cercarle per un'immersione nell'atmosfera. Non è un caso che qui vengano più fiorentini che turisti, quelli forse sono più attratti dai dehors in piazza. E' come nel '63, anche se ora ci sono figli e nipoti e eamerieri di lungo corso. Solo gli habitués distinguono gli uni dagli altri: Paolo, Ferruccio, Graziella, Lina, Andrea, Cristina, Beppe, Fabio, David, l'umana commedia. Consigliamo; crostini toscani e rigatino casereccio, qualche minestra (riso e cavolo nero ribollita, pasta e ceci), e ancora trippa,lesso rifatto, lampredotto, salsiccia, arista al forno, zampetti di maiale, stracotto al Chianti. Ci sono anche piatti più leggeri (insalatone) e altri che vorremmo veder cancellati per sempre (tortellini panna e prosciutto), ma sembra che le turiste americane siano molto attratte dalla panna (infatti c'è una variante panna e funghi). La carta dei vini? Potete scordarvela, non esiste. Quasi tutti bevono lo sfuso della casa. Ma, chiedendo a Paolo, qualcosina (non molto) si trova."
"Qui in sala fanno tutti la commedia, ma in cucina (e con il conto) sono seri PARLANO DI NOI
Dove - Corriere.it PARLANO DI NOI - Dove - Corriere.it - Nell'Oltrarno, a due passi da Palazzo Pitti, sopravvive uno spaccato genuino della Firenze più vera.
Anche e soprattutto in cucina. "Siamo così da 48 anni", assicura Paolo Carrai, uno dei titolari de LaCasalinga.
Ottantacinque coperti sotto le volte a botte, tovaglie a quadrettoni, clima cordiale, risate e confusione, un viavai continuo.
Ci vengono tutti: studenti, professionisti, artisti, artigiani dalle vicine botteghe, intellettuali e pensionati, pure qualche turista di buon fiuto.
Non è un locale da seratine romantiche, ma il posto giusto per assaporare spirito e cucina fiorentina.
Lesso rifatto con le cipolle, stracotto al Chianti, baccalà, ribollita. E, naturalmente, le salsicce toscane.
Con le verdure, rigorosamente "le rape", come qui vengono chiamate le cime di rapa, o con i fagioli all'uccelletto.
Sforacchiate e messe in forno prima, poi a insaporirsi con le rape saltate in tegame, olio e uno spicchio d'aglio.
Oppure sul fornello con olio,aglio e salvia, quando prendono colore vai col pomodoro, e quando tutto bolle, arrivano i fagioli lessi, cannellini, o, per i raffinaci, zolfini.
"Dove mangiare le salsicce più buone
IL NUOVO Corriere di Firenze PARLANO DI NOI - IL NUOVO Corriere di Firenze - Se a volte vi assale il desiderio di "fiorentineggiare" (leggere "il vivere e provare la vera vita fiorentina", anche nei sapori) tappa obbligatoria è la Trattoria La Casalinga. Situata in Oltrano, accanto alla bellissima chiesa di Santo Spirito, ha saputo mantenere nel corso degli anni la tradizione culinaria povera fiorentina. La Casalinga nasce nel 1964 quando Nello Bartarelli e Oliviero Carrai,
genitori degli attuali gestori, lasciarono il lavoro di mezzadri per seguire il loro sogno di ristorazione. Questa trattoria ha fatto propria una clientela molto differenziata: liberi professionisti, pensionati, commercianti, studenti e dottori sono di casa. "Qui si viene a mangiare, a ridere, a chiaccherare. Si viene a bere. A interessarci: le novità su San Frediano, Santo Spirito e i suoi abitanti, i cambiamenti degli ultimi anni, il si stava meglio quando si stava peggio"come recita il simpatico sito internet del locale. Qui è di casa Firenze, qui è di casa la tradizione che la fa grande in Italia. II menù è, ovviamente, casalingo, da gustare in un ambiente informale e allegro con i tavolini in legno, le tovaglie a quadri e le volte con i mattoni a vista. La trattoria fa parte della rete di Vetrina Toscana, impegnata a valorizzare produttori e ristoratori tipici regionali. Per iniziare bene imperdibili tra gli antipasti il Rigatino "Casereccio" e il Lardo di Colonnata. Fra i primi i must della carta sono il minestrone di riso e cavolo, quello di farro e la pasta e ceci; poi la pasta del Pastore e i taglierini alla Casalinga. In un luogo del genere è impossibile non parlare delle carni; da quelle ai ferri all'immancabile bistecca, agli ottimi bolliti - di manzo e misti — al lesso di zampa e lingua. Un posto dove i grandi classici che la tradizione fiorentina impone sono davvero ben fatti. Altra nota positiva: il conto,che si aggira spesso e volentieri sui venti euro a persona. Una trattoria in pieno centro, forse nella parte più bella della città. Una tappa non lasciarsi sfuggire, tutti i giorni della settimana esclusa la domenica.
Alla Casalinga si "fiorentineggia"
La Stampa PARLANO DI NOI - La Stampa - Dietro piazza Santo Spirito, a due passi da Palazzo Pitti, La casalinga è una trattoria popolare dalla cucina semplice. I locali sono spaziosi e ci si ritrovano l'allegria e il chiasso di una clientela eterogenea: studenti, professionisti, operai e commercianti del quartiere, ma anche molti turisti. Tutti escono soddisfatti dalla qualità del cibo e dai prezzi straordinariamente modici. In cucina Graziella prepara i piatti con passione e rispetta la stagionalità: la spesa è fatta ogni mattina ai banchi del mercato centrale di San Lorenzo. II menù è ricco e vario, le porzioni abbondanti, il servizio rapido ed efficiente.
Apertura con i tradizionali crostini e ottimi salumi, in particolare la sbriciolona, ma anche con l'antipasto rustico di mare o il filetto di aringa marinata.
Tra i primi piatti, ribollita, pasta e fagioli, minestrone di riso e cavolo, ravioli al sugo di coniglio.
A seguire, polpettone al forno, lesso rifatto con le cipolle, arista con l'osso, coniglio al forno, l'ottima trippa alla fiorentina.
I contorni variano secondo stagione, i dolci sono fatti in casa. La carta dei vini comprende etichette toscane e qualche bianco del Sud, ma qui si beve soprattutto un buono sfuso.
Sui luoghi del Principe nella Firenze di oggi